Non sono un poeta, perché “poeta è colui che esprime ciò che il cuore detta” (dolce stil novo) e sai che parte del mio cuore se ne andata, in tutti i sensi (fisicamente e spiritualmente). Tanti problemi di varia natura e di salute. Sono morto (anche solo per pochi momenti, in sala operatoria non mi hanno detto per quanto tempo) e poi tornato in vita. Sono rinato con un nuovo modo di essere, con la parte di cuore che mi è stata asportata è andata via la rabbia per i torti subiti e il rancore verso chi li ha procurati. Forse dipende dal fatto che la valvola aortica che mi hanno impiantato è di origine animale e sai che gli animali sono più inclini al perdono che non l’uomo. Mi diceva un vecchio del borgo pacentrano: se tu picchi il tuo cane non ti preoccupare perché basta fargli una carezza e lui ti farà un sacco di feste ma, se solo guardi storto tua moglie, è meglio che vai via di casa per qualche tempo. Purtroppo non ho il dono di poter comunicare ad altri la mia serenità e la gioia di vivere. Tutto è bello intorno a me e anche se oggi sta piovendo vedo solo il cielo che si rasserenerà.
Il Sig. Kikkio dice di non avere il dono di poter "comunicare ad altri"... Le posso assicurare che lei non comunica, entra nell'anima degli altri. La mia non è facilmente penetrabile, Lei è riuscito a farmi piangere. Grazie sig. Kikkio. Le auguro tutto il bene possibile
Annunziata, sinceramente non mi sarei mai aspettato un commento di "tale forza" emotiva. Basta così poco per essere felici e rendere felici gli altri. Basta essere disposti ad accettare quello che ci viene offerto e dare la propria disponibilità ad accettare e soprattutto a dare agli altri la serenità e la propria gioia di vivere. Ti voglio raccontare un episodio di un grande dolore vissuto. Però prima un antefatto. Tantissimi anni fa un prete, Don Gnocchi, morendo fece un gesto contro la Legge Italiana: donò le sue cornee a due ragazzi resi ciechi dalla guerra e il chirurgo fu denunciato. Da quel momento mio padre non faceva altro che dire che anche lui avrebbe donato volentieri i suoi occhi (che erano bellissimi)ma alla sua morte non fu possibile. Undici anni fa è morto mio fratello (aveva un anno più di me ed eravamo stati sempre insieme come due gemelli)a causa di un ictus e appena il primario del reparto di rianimazione di disse che fra qualche ora avrebbero "staccato la spina" mi son attivato per fare in modo da poter donare gli organi. Per la prima volta ho visto un medico di rianimazione piangere, mentre il mio dolore e quello dei miei familiari tutti si è "addolcito", persino mia madre alla notizia ha subito acconsentito ricordando il desiderio del marito ed è stata molto serena nello straziante dolore di una madre che perde il suo figlio primogenito. Come vedi il donare senza ricevere apparentemente nulla in cambio paga molto ma molto BENE. Kikkio
Caro amico, hai una sensibilità non comune e hai toccato un argomento che mi sta molto a cuore: mio zio è morto perché non ha trovato un rene disponibile; il mio preside è dovuto andare in Olanda per il trapianto. Con molti incontri abbiamo trattato, come scuola, il tema: donazione organi. In particolare i proventi ricavati dalla rappresentazione di CLIZIA (mi è sfuggito nel profilo) sono stati devoluti all’AIDO. Quest’anno ho ripreso l’argomento con “Chi è il nemico”, un cartone animato che sto realizzando con i ragazzi, andando ancora al di là: l’offerta di un organo da vivi. Personalmente sono disposta a regalare un rene, parte del fegato o midollo nel caso qualche familiare o amico ne avesse necessità. Ho stilato un documento in cui delego a mio fratello, nel caso in cui non fossi in grado di intendere, il compito che da viva mi vengano espiantati gli organi non necessari alla sopravvivenza se qualcuno ne avesse bisogno. Sono buona? No, razionale. E’ il momento della lacrimuccia…. Sapessi come avrei voluto donare un rene alla mia cagnetta Mir! Altro tristissimo argomento: per gli animali la legge vieta il trapianto. Si vivisezionano, si torturano, si sottopongono a sevizie di ogni genere per ricerche inutili, ma in Italia c’è un solo centro privato a Novara per sottoporre a dialisi un cane. Esistono la clonazione, gli ogm e le varie manipolazioni e violenze sulla natura solo per l’insaziabilità del cosiddetto Homo sapiens (torniamo al salice). Un caro saluto. Annunziata
Anonimo, abbiamo molte cose in comune. Dopo la morte di mio fratello a chi mi chiedeva se erano graditi i fiori ho detto di fare una donazione all'AIDO. Anche io sono iscritto, ma purtroppo credo che, a causa delle mie patologie non sarà possibile, nel caso si verificassero le condizioni, effettuare un espianto, ma mia moglie e i miei figli ci proveranno. Anche io ho perso, a causa della frattura dell'arto anteriore il mio cavallo e ironia della sorte ho dovuto provvedere io stesso fare l'inezione fatale perchè il veterinario, mio amico, non se la sentiva per rispetto del mio dolore. Basta pensare che dopo, un conoscente, consapevole del rispetto che avevo per gli animali, mi aveva regalato il suo bellissimo cavallo ma, dopo averlo caricato sul van e fatto una trentina di chilometri ho fatto inversione e glielo ho riportato e da allora non ho più avuto il cavallo che per me significava moltissimo, tanto che non appena si verificavano le condizioni partivo con sacco a pelo e tenda e stavo diversi giorni sulle montagne, a volte solo e qualche volta con mio figlio. Questo mi ha permesso di vedere animali, lupi, orsi, cinghiali, cervi e daini che mai avrei potuto osservare altrimenti. Ma ritornando alla donazione degli organi, mi fa rabbia che molti rifiutano il permesso all'espianto pur sapendo che dopo la morte sono solo materia organica che va in decomposizione senza nessuna utilità e moltissime volte a marcire in una cassa di zinco. Io per la mia morte ho lasciato detto di essere seppellito nella terra e vicino alla lapide di mettere la statua di un cavallo. Saluti Kikkio
Caro amico, Io ho preferito non viaggiare per stare accanto alle mie due piccole, ho trascorso da sola con Mir Natale, Capodanno e tutte le feste comandate perché un mio “caro” familiare non l’accettava. Sono stata benissimo. Non posso fare a meno del calore di un cane, non resisto più di dieci giorni senza. Sono cani salvati dalla strada o dal canile, ahimé, senza pedigree!
Sulla porta di casa mia c’è l’immagine di Mir che dice: Benvenuti nella mia casa.
Torniamo agli organi. Se leggi qualche commento di ragazzi di 15 anni (miei alunni cui ho dato come compito Una lacrima d'inchiostro o ai quali ho fatto visitare il blog), capirai quanto essi siano più ignoranti di quanto fossimo noi, ma quanta fragilità e anche sensibilità abbiano. Francamente non me l’aspettavo che, all’impronta, riuscissero a riflettere e a produrre qualcosa. Certo, sono pochissimi rispetto ai 96 che ho, ma aumenteranno, hanno solo bisogno di essere “incanalati”. Periodicamente quelli più grandi donano il sangue, con entusiasmo e non credo lo facciano perché poi possono farsi un giorno di vacanza. Sono i loro genitori, cioè la generazione successiva alla nostra, la vera piaga. Hanno un solo Dio: il danaro; lavorano, viaggiano, corrono, trovano i più vari espedienti per procacciarselo perché a loro non manchi l’auto ultimo modello e ai figli il giornaliero “panino arabo” da 3 euro, lo zaino ultima firma, ecc. e non si preoccupano di quanto essi siano carenti di letture, di dialogo e di affetto. Costoro non permetteranno mai di privare se stessi di un organo (è la Roba di Verga) neppure dopo morti. Si sa che oltre il fondo non si può andare, si deve necessariamente risalire e credo che la risalita sarà effettuata da questi ragazzi che ora sono circondati da un tutto che è in realtà il nulla. La scuola, per effetto di una globalizzazione senza senso: tutti promossi, non offre più contenuti didattici apprezzabili, ma, molto più di ieri, è impegnata nel sensibilizzare. Ciò è scaturito dall’apertura ai ph. che non solo vengono accettati, ma aiutati ed amati dai loro coetanei. Oggi piove, auguriamoci che domani si rasserenerà. (parte di una tua bellissima frase che arriva al cuore senza passare dal cervello). Ciao Annunziata
Finchè ci saranno ragazzi disposti a leggere e commentare una poesia (indipendentemente se sia in versi, in prosa, in scultura, pittura o un semplice oggetto) l'arcobaleno ci sarà sempre dopo la pioggia e la giornata sarà molto più luminosa. Complimenti per i tuoi ragazzi. Io non parlerei tanto di ignoranza ma di mancanza di quella cultura che deve essere data ai ragazzi fin dai primi anni come una piccola pillola. I genitori e i maestri dovrebbero essere i contadini che arano il terreno e lo preparano alla semina afficnhè chi verrà dopo avrà facile il compito di seminare in un terreno fertilissimo ed avere un ottimo raccolto. "Ho quel che ho donato" scrisse il Vate D'Annunzio ma solo per ottenere in cambio qualcosa. Invece bisogna donare senza sperare in alcuna ricompensa, solo per il piacere di donare e si avrà se non altro una soddisfazione serena. Un altro aneddoto della mia vita: nel 1968 mentre facevo il militare (ero negli alpini) il giorno prima di una marcia di addestramento di 20Km con zaino (senza "griffe") affardellato si presenta in piazza d'armi un maresciallo che cercava volontari per donare il sangue per il figlio di un suo amico gravemente ferito. Vi furono molti volontari, ma non appena il capitano disse che non ci sarebbe stato il giorno di riposo restai solo io e feci la donazione e il giorno seguente feci la marcia e mi sentivo molto più in forma degli altri. Al rientro in caserma, grande fu la mia sorpresa quando seppi che il maresciallo era l'addetto alle cucine e da quel giorno per circa tre mesi (fino al congedo) durante il rancio mi veniva data una bistecca alta tre dita, che a turno dividevo con un commilitone avendo in cambio altri favori che mi venivano offerti senza che io li richiedessi (qualcuno mi riassettava la branda, mi offrivano sigarette, etc...). Questo dovrebbero capire i ragazzi: è l'altruismo che paga.
caro amico, il do ut des è l'imperativo categorico dei nostri tempi. Per fortuna ci sono le eccezioni. Finalmente un episodio allegro della tua vita! Sono contenta che abbiano capito quanto vali. Si dovrebbe aiutare se non per generosità, almeno per acquisire AUTOSTIMA. Ce l'ho fatta, è merito mio se ora riesce a sorridere, se è stato capace di fare dei passi avanti, ecc. Ti racconterò come, aiutando una persona, io sia riuscita non solo a risalire da un tunnel in cui non vedevo luce alcuna, ma ad acquisire una forza e una voglia di vivere che... mi ha anche portata in questo blog. Alla prossima, è molto piacevole "conversare" con te. Ora la mia tappa non è la "lacrima" (se leggi i commenti, te ne rendi conto)ma il mio "canto misterioso" perchè ci sei tu: una persona vera. E' difficile scegliere tra te e Antonio, ci penserò.. Mi meraviglio che non ci abba ancora messo il suo zampino! (e io tra di voi..) Ciao serena notte o buona giornata Annunziata
Di episodi allegri e felici ne ho avuto tanti, ma quattro sono stati e sono tuttora insuperabili: Mia Moglie il mio primo Figlio il mio secondo Figlio e, ti sembrerà strano i miei suoceri. Comunque è sottinteso che anche i miei genitori e fratelli sono e sono stati importanti, ma l'affetto dei suoceri è indescrivibile (mia moglie ha anche una sorella). Per quanto riguarda Antonio è insuperabile, è pieno di autoironia. Da ragazzo mi era alquanto antipatico, sembrava un presuntuoso arrogante,(ho detto: sembrava), ma quando lo ho conosciuto ho visto in lui quella persona veramente sincera e genuina che è. Ho letto molte sue poesie, in questo sito ce ne è una dedicata ai miei 50 anni, e uno dei pochi libri che rimpiango di aver prestato (è come sai bene: il libro più raro è quello che si presta, perchè non lo riavrai mai indietro) era un suo "libello" di poesie, ma mi ha promesso che appena farà una ristampa me ne darà una copia. Devi sapere, che da giovane aveva un piccolo problemino e grazie al dolore che aveva (diceva quando andava al bagno: vado a prendere il maledetto treno per Yuma) scriveva delle poesie bellissime. In particolare, quella della polentata (intitolata: lu complenne) e quella di un asinello innamorato. Kikkio
Caro amico, è vero! Ho avuto la stessa sensazione:ANTIPATICO, presuntuoso, scostante .... Penso ora che sia la persona migliore che abbia conosciuto. Ho letto molto di lui e continuo e faccio il possibile per farlo conoscere. Sai una cosa? Quando intuisce che sono un po' giù mi manda o inventa cose che mi fanno piangere dal ridere. Sono contenta che tu abbia avuto tanti momenti felici e abbia persone particolarmente care. Quante? Esattamente 5 quante ne ho io: mio fratello, mia cognata, sua madre e una coppia di amici che considero fratelli. Nella vita ho proceduto a "sostituzioni" per sopravvivere. Mia madre non mi ama, adotto Maria, ecc. Oggi niente disquisizioni, solo sorrisi. Buon fine settimana a te e famiglia ciao. Annunziata
A proposito di Antonio: diceva una vecchia canzone "il leone si è addormentato", così è Antonio. Stai tranquilla che prima o poi si sveglierà dal suo finto sonno e darà la sua zampata. Lo vedo, seduto davanti al suo computer, con il suo sorriso sornione e vuole vedere fino a quanto tireremo avanti e, quando si accorgerà che c'è un po' di stanca tirerà fuori i suoi artigli. Ma noi gli daremo la sveglia. Già aspetto la pubblicazione de' "lu compleanne" e dell'asino innamorato. L'anno scorso, un collega di mia moglie (insegante) organizzò una polentata a casa sua e io lessi "lu compleanne", e devo dirti che si commossero tutti, allora per rallegrare la serata, partendo da un fatto di cronaca (due amanti scoperti a fare sesso dentro il confessionale) a dimostrazione che certe cose non accadono solo oggi, lessi la poesia di Trilussa "l'uccello in chiesa" e la misi a confronto con "la messa vespertina" del buon Antonio. Puoi immaginare l'allegria. Antonio, dacci una nuova poesia che ci metta allegria. Kikkio
Credo proprio tu abbia ragione: la zampata ci arriverà... Come scherzetto notturno gli ho inviato la locandina in tre lingue di "Quel treno per Yuma". In attesa di una sua poesia che ti mettesse allegria, ti avevo mandato la storia dei Ming, ora pubblicata, ma il commento non è pervenuto nonostante fosse stato salvato
Buona domenica
Ciao Annunziata
P.S. Mi sono accorta che c'è un errore in questo "canto" (l'avevo mandato, poi l'ho ritrovato senza leggerlo, ho impiegato 22 minuti per accedere al commento e mi sono accorta) acqua VIVA, non vita.
Aho', Anto' che te bevevi l'acquavite mentre che annavi a Yuma?
Per me questa poesia vuole farci capire che all’interno del nostro corpo c’è un’anima misteriosa. Un’anima che rappresenta un’altra personalità che vuole evadere ma non ci riesce perché teme di non essere accettata dal mondo esterno. Quando riuscirà ad avere quella libertà capace di far esternare qualsiasi cosa tu pensi, solo allora tutti saranno stupefatti di aver visto finalmente qualcosa di inimmaginabile. Io penso che la vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali, quindi balla, canta, sorridi e abbi la libertà di dire ciò che pensi prima che il sipario cali e l’opera finisca.
Cara Nancy o Isadora, perché non fai conoscere tutto ciò che hai creato per noi per la gioia del nostro spirito? Te ne ricordo due. Perchè non le sistemi in modo che altri ne possano godere? Siamo sotto Natale e ci faceva piacere quando ci fornivi dei "regali per lo spirito". Ciao Don Enzo
A Te
Io Ti offro questo giorno con tutto quello che potrà portare: con lo splendore o la sofferenza. Senza rifiutare quanto porterà il vento.
Prendi questo giorno con la luce del cielo e con le ombre della terra. Tutto questo giorno è Tuo.
Quando arriverà la notte che questo giorno inonderà resta accanto a me, coprimi con i tessuti splendenti della luce e dell’ombra perché io dorma. F. G. Lorca E Ti vengo a cercare
E Ti vengo a cercare anche solo per vederTi o parlare perché ho bisogno della Tua presenza per capire meglio la mia essenza. Nasce da meccaniche divine questo rapimento mistico e sensuale che mi imprigiona a Te, che mi spinge a cambiare l ’oggetto dei miei desideri e a non accontentarmi di piccole gioie quotidiane: fare come l’eremita che rinuncia a sé. E Ti vengo a cercare con la scusa di doverTi parlare perché mi piace ciò che senti e che dici perché in Te vedo le mie radici. Questo mondo ormai quasi senza dignità mi spinge ad essere migliore con più volontà, a emanciparmi dall’incubo delle passioni per essere un’immagine divina di questa realtà. E vengo a cercare l’Uno al di sopra del bene e del Male. E Ti vengo a cercare perché sto bene con Te perché ho bisogno della Tua presenza.
Perchè tanto silenzio? Sono "bloccato",una sensazione strana,di impotenza forse di paura. La stessa sensazione di quando pochi giorni prima del congedo militare mi assalì. Era proprio la paura di un nuovo periodo, era finita allora l'era spensierata della gioventù e mi preparavo ad essere uomo, dovevo superare: "questo ermo colle e questa siepe" (Leopardi)e guardare il prossimo orizzonte. Allora dopo un attimo di smarrimento ce l'ho fatta a differenza di qualche commilitone (per fortuna pochi) che hanno scelto per vigliaccheria di farla finita (la maggior parte dei suicidi nella vita militare si verifica a pochi giorni dal congedo. Ora il mio nuovo periodo è "la pensione", la paura di quello che potrà essere l'accavallarsi di giorni vuoti, di fare la fine di qualche conoscente invecchiato di colpo da quando è in pensione. Che fare? Foerse il "cincinnato" (visto che mio suocero ha un pezzetto di terra)? il casalingo, fare la spesa e cucinare? qualche associazione di volontariato (sono esperto di logistiga e magazzinaggio)? Cose troppo scontate, non credo che mi soddisfino. Tornare all'Università, perche no? iscrivermi forse a qualche istituto professionale (agricoltura, alberghiero)questo pensiero mi stuzzica. Comunque adesso mi prenderò un periodo sabatico e una volta tanto voglio farmi portare, almento per qualche mese dagli eventi e non forzrli come ho sempre fatto. Kikkio
Caro don Enzo, altri tempi, non cerco nessuno se non me stessa ora, grazie. Mi sembra tanto lontano quel periodo. La mia ispiratrice non c'è più. Spero conservi il suo quadretto con foto. La saluto con stima: siamo in due mondi lontani. forse un giorno potranno riavvicinarsi....
Noi del blog siamo lieti di averti con noi e di leggere il tuo viaggio con l'arte, mentre ti offriamo con umiltà la lettura del nostro "Viaggio" . Grazie per quello che ci racconterai in testi, poesie, immagini, racconti e quant'altro hai scritto o raccolto. Puoi restare anonimo oppure parlarci di te. I tuoi elaborati viaggeranno firmati con il nome da te scelto. Cliccando sulla voce profilo potrai accedere ai vari blog collegati : "L'ISOLADELLE MARGHERITE" - " L'ARCA NEL CUORE" - " La SULMONA di a.d.b.c.''- " Panfilo Del Beato" -" Profili" Per visualizzare i commenti basta cliccare sulla scritta relativa alla data e appariranno tutti i commenti pervenuti ed uno spazio per inserire il vostro che sarà sempre gradito.
Il mio viaggio è l'arte
Il mio viaggio con l'arte inizia con il primo vagito. Sono nato in casa di un poliedrico artista quale era mio padre Panfilo. Pittore realista e ritrattista, poeta, scrittore di simpatiche farse dialettali, autore di belle canzoni sia in dialetto che in italiano, fine intrattenitore, che in gioventù aveva calcato i palcoscenici di molti teatri italiani con uno spettacolo tutto suo presentandosi con il nome di "Sid". Le mie sere di bambino erano allietate dalle simpatiche riunioni paterne con i suoi amici amanti del canto e della poesia . Una chitarra, un mandolino, a volte un violino o una fisarmonica, un piatto di spaghetti , vino quanto basta a rimanere sobri e canzoni, ricordi, risate. Non c'era la televisione e queste erano le serate. Non sono come dice Orazio " Difficilis, querulus, laudator temporis acti. (Orazio, Ars,173)" Sono colui che dice che ogni stagione vuole il suo abito. Il tempo è edace e cambia, e stolto sarebbe rimanere ancorato al passato, ma, permettetemi, è ancora più stolto volerlo cancellare perché esso fa parte della nostra storia ed è l'artefice del nostro divenire. Il tempo passa e d'acqua sotto i ponti tanta ne è passata, dalle mie prime poesie, super infantili, dedicate ai miei genitori in occasione dei loro compleanni, dettate sia dall'affetto che dalla speranza di una lauta ricompensa che non mancava mai, al passaggio alle più complesse poesie dettate dal cuore nella malinconia collegiale di una sofferta lontananza dai propri affetti, sia familiari che non. Poi l'incontro con la poesia dialettale, e quindi con il teatro e la musica, ed anche la pittura. Rubando il tempo ai mille impegni del quotidiano . I primi riconoscimenti, le prime piccole soddisfazioni, lo stimolo al fare meglio, la disperazione costante nel pensiero di non riuscirci. Questo son Io. Il resto in quello che segue. Questo è lo scopo de "Il mio viaggio e l'arte" Viaggio che vorrei proseguire conoscendo altri artisti, qualunque sia il loro campo. La mia e.mail : dbc.a@libero.it dove potrete mandare eventuali foto dei vostri lavori che saranno puntualmente pubblicati, eccezion fatta per cose non plausibili contrarie all'etica ed alla morale. Vi aspetto .
Non sono un poeta, perché “poeta è colui che esprime ciò che il cuore detta” (dolce stil novo) e sai che parte del mio cuore se ne andata, in tutti i sensi (fisicamente e spiritualmente). Tanti problemi di varia natura e di salute. Sono morto (anche solo per pochi momenti, in sala operatoria non mi hanno detto per quanto tempo) e poi tornato in vita. Sono rinato con un nuovo modo di essere, con la parte di cuore che mi è stata asportata è andata via la rabbia per i torti subiti e il rancore verso chi li ha procurati. Forse dipende dal fatto che la valvola aortica che mi hanno impiantato è di origine animale e sai che gli animali sono più inclini al perdono che non l’uomo. Mi diceva un vecchio del borgo pacentrano: se tu picchi il tuo cane non ti preoccupare perché basta fargli una carezza e lui ti farà un sacco di feste ma, se solo guardi storto tua moglie, è meglio che vai via di casa per qualche tempo. Purtroppo non ho il dono di poter comunicare ad altri la mia serenità e la gioia di vivere. Tutto è bello intorno a me e anche se oggi sta piovendo vedo solo il cielo che si rasserenerà.
RispondiEliminaE poi dici che non sei un poeta.
RispondiEliminaIl Sig. Kikkio dice di non avere il dono di poter "comunicare ad altri"... Le posso assicurare che lei non comunica, entra nell'anima degli altri. La mia non è facilmente penetrabile, Lei è riuscito a farmi piangere. Grazie sig. Kikkio. Le auguro tutto il bene possibile
RispondiEliminaAnnunziata,
RispondiEliminasinceramente non mi sarei mai aspettato un commento di "tale forza" emotiva.
Basta così poco per essere felici e rendere felici gli altri. Basta essere disposti ad accettare quello che ci viene offerto e dare la propria disponibilità ad accettare e soprattutto a dare agli altri la serenità e la propria gioia di vivere.
Ti voglio raccontare un episodio di un grande dolore vissuto.
Però prima un antefatto.
Tantissimi anni fa un prete, Don Gnocchi, morendo fece un gesto contro la Legge Italiana: donò le sue cornee a due ragazzi resi ciechi dalla guerra e il chirurgo fu denunciato. Da quel momento mio padre non faceva altro che dire che anche lui avrebbe donato volentieri i suoi occhi (che erano bellissimi)ma alla sua morte non fu possibile.
Undici anni fa è morto mio fratello (aveva un anno più di me ed eravamo stati sempre insieme come due gemelli)a causa di un ictus e appena il primario del reparto di rianimazione di disse che fra qualche ora avrebbero "staccato la spina" mi son attivato per fare in modo da poter donare gli organi. Per la prima volta ho visto un medico di rianimazione piangere, mentre il mio dolore e quello dei miei familiari tutti si è "addolcito", persino mia madre alla notizia ha subito acconsentito ricordando il desiderio del marito ed è stata molto serena nello straziante dolore di una madre che perde il suo figlio primogenito. Come vedi il donare senza ricevere apparentemente nulla in cambio paga molto ma molto BENE.
Kikkio
Caro amico,
RispondiEliminahai una sensibilità non comune e hai toccato un argomento che mi sta molto a cuore: mio zio è morto perché non ha trovato un rene disponibile; il mio preside è dovuto andare in Olanda per il trapianto.
Con molti incontri abbiamo trattato, come scuola, il tema: donazione organi. In particolare i proventi ricavati dalla rappresentazione di CLIZIA (mi è sfuggito nel profilo) sono stati devoluti all’AIDO.
Quest’anno ho ripreso l’argomento con “Chi è il nemico”, un cartone animato che sto realizzando con i ragazzi, andando ancora al di là: l’offerta di un organo da vivi.
Personalmente sono disposta a regalare un rene, parte del fegato o midollo nel caso qualche familiare o amico ne avesse necessità.
Ho stilato un documento in cui delego a mio fratello, nel caso in cui non fossi in grado di intendere, il compito che da viva mi vengano espiantati gli organi non necessari alla sopravvivenza se qualcuno ne avesse bisogno.
Sono buona? No, razionale.
E’ il momento della lacrimuccia….
Sapessi come avrei voluto donare un rene alla mia cagnetta Mir!
Altro tristissimo argomento: per gli animali la legge vieta il trapianto. Si vivisezionano, si torturano, si sottopongono a sevizie di ogni genere per ricerche inutili, ma in Italia c’è un solo centro privato a Novara per sottoporre a dialisi un cane.
Esistono la clonazione, gli ogm e le varie manipolazioni e violenze sulla natura solo per l’insaziabilità del cosiddetto Homo sapiens (torniamo al salice).
Un caro saluto.
Annunziata
Anonimo,
RispondiEliminaabbiamo molte cose in comune.
Dopo la morte di mio fratello a chi mi chiedeva se erano graditi i fiori ho detto di fare una donazione all'AIDO.
Anche io sono iscritto, ma purtroppo credo che, a causa delle mie patologie non sarà possibile, nel caso si verificassero le condizioni, effettuare un espianto, ma mia moglie e i miei figli ci proveranno.
Anche io ho perso, a causa della frattura dell'arto anteriore il mio cavallo e ironia della sorte ho dovuto provvedere io stesso fare l'inezione fatale perchè il veterinario, mio amico, non se la sentiva per rispetto del mio dolore. Basta pensare che dopo, un conoscente, consapevole del rispetto che avevo per gli animali, mi aveva regalato il suo bellissimo cavallo ma, dopo averlo caricato sul van e fatto una trentina di chilometri ho fatto inversione e glielo ho riportato e da allora non ho più avuto il cavallo che per me significava moltissimo, tanto che non appena si verificavano le condizioni partivo con sacco a pelo e tenda e stavo diversi giorni sulle montagne, a volte solo e qualche volta con mio figlio. Questo mi ha permesso di vedere animali, lupi, orsi, cinghiali, cervi e daini che mai avrei potuto osservare altrimenti.
Ma ritornando alla donazione degli organi, mi fa rabbia che molti rifiutano il permesso all'espianto pur sapendo che dopo la morte sono solo materia organica che va in decomposizione senza nessuna utilità e moltissime volte a marcire in una cassa di zinco. Io per la mia morte ho lasciato detto di essere seppellito nella terra e vicino alla lapide di mettere la statua di un cavallo.
Saluti
Kikkio
Caro amico,
RispondiEliminaIo ho preferito non viaggiare per stare accanto alle mie due piccole, ho trascorso da sola con Mir Natale, Capodanno e tutte le feste comandate perché un mio “caro” familiare non l’accettava. Sono stata benissimo. Non posso fare a meno del calore di un cane, non resisto più di dieci giorni senza. Sono cani salvati dalla strada o dal canile, ahimé, senza pedigree!
Sulla porta di casa mia c’è l’immagine di Mir che dice: Benvenuti nella mia casa.
Torniamo agli organi.
Se leggi qualche commento di ragazzi di 15 anni (miei alunni cui ho dato come compito Una lacrima d'inchiostro o ai quali ho fatto visitare il blog), capirai quanto essi siano più ignoranti di quanto fossimo noi, ma quanta fragilità e anche sensibilità abbiano. Francamente non me l’aspettavo che, all’impronta, riuscissero a riflettere e a produrre qualcosa. Certo, sono pochissimi rispetto ai 96 che ho, ma aumenteranno, hanno solo bisogno di essere “incanalati”.
Periodicamente quelli più grandi donano il sangue, con entusiasmo e non credo lo facciano perché poi possono farsi un giorno di vacanza.
Sono i loro genitori, cioè la generazione successiva alla nostra, la vera piaga. Hanno un solo Dio: il danaro; lavorano, viaggiano, corrono, trovano i più vari espedienti per procacciarselo perché a loro non manchi l’auto ultimo modello e ai figli il giornaliero “panino arabo” da 3 euro, lo zaino ultima firma, ecc. e non si preoccupano di quanto essi siano carenti di letture, di dialogo e di affetto.
Costoro non permetteranno mai di privare se stessi di un organo (è la Roba di Verga) neppure dopo morti.
Si sa che oltre il fondo non si può andare, si deve necessariamente risalire e credo che la risalita sarà effettuata da questi ragazzi che ora sono circondati da un tutto che è in realtà il nulla.
La scuola, per effetto di una globalizzazione senza senso: tutti promossi, non offre più contenuti didattici apprezzabili, ma, molto più di ieri, è impegnata nel sensibilizzare. Ciò è scaturito dall’apertura ai ph. che non solo vengono accettati, ma aiutati ed amati dai loro coetanei.
Oggi piove, auguriamoci che domani si rasserenerà.
(parte di una tua bellissima frase che arriva al cuore senza passare dal cervello).
Ciao
Annunziata
Finchè ci saranno ragazzi disposti a leggere e commentare una poesia (indipendentemente se sia in versi, in prosa, in scultura, pittura o un semplice oggetto) l'arcobaleno ci sarà sempre dopo la pioggia e la giornata sarà molto più luminosa. Complimenti per i tuoi ragazzi. Io non parlerei tanto di ignoranza ma di mancanza di quella cultura che deve essere data ai ragazzi fin dai primi anni come una piccola pillola.
RispondiEliminaI genitori e i maestri dovrebbero essere i contadini che arano il terreno e lo preparano alla semina afficnhè chi verrà dopo avrà facile il compito di seminare in un terreno fertilissimo ed avere un ottimo raccolto.
"Ho quel che ho donato" scrisse il Vate D'Annunzio ma solo per ottenere in cambio qualcosa.
Invece bisogna donare senza sperare in alcuna ricompensa, solo per il piacere di donare e si avrà se non altro una soddisfazione serena.
Un altro aneddoto della mia vita:
nel 1968 mentre facevo il militare (ero negli alpini) il giorno prima di una marcia di addestramento di 20Km con zaino (senza "griffe") affardellato si presenta in piazza d'armi un maresciallo che cercava volontari per donare il sangue per il figlio di un suo amico gravemente ferito. Vi furono molti volontari, ma non appena il capitano disse che non ci sarebbe stato il giorno di riposo restai solo io e feci la donazione e il giorno seguente feci la marcia e mi sentivo molto più in forma degli altri.
Al rientro in caserma, grande fu la mia sorpresa quando seppi che il maresciallo era l'addetto alle cucine e da quel giorno per circa tre mesi (fino al congedo) durante il rancio mi veniva data una bistecca alta tre dita, che a turno dividevo con un commilitone avendo in cambio altri favori che mi venivano offerti senza che io li richiedessi (qualcuno mi riassettava la branda, mi offrivano sigarette, etc...).
Questo dovrebbero capire i ragazzi: è l'altruismo che paga.
caro amico, il do ut des è l'imperativo categorico dei nostri tempi. Per fortuna ci sono le eccezioni.
RispondiEliminaFinalmente un episodio allegro della tua vita! Sono contenta che abbiano capito quanto vali.
Si dovrebbe aiutare se non per generosità, almeno per acquisire AUTOSTIMA.
Ce l'ho fatta, è merito mio se ora riesce a sorridere, se è stato capace di fare dei passi avanti, ecc.
Ti racconterò come, aiutando una persona, io sia riuscita non solo a risalire da un tunnel in cui non vedevo luce alcuna, ma ad acquisire una forza e una voglia di vivere che... mi ha anche portata in questo blog.
Alla prossima, è molto piacevole "conversare" con te.
Ora la mia tappa non è la "lacrima" (se leggi i commenti, te ne rendi conto)ma il mio "canto misterioso" perchè ci sei tu: una persona vera.
E' difficile scegliere tra te e Antonio, ci penserò..
Mi meraviglio che non ci abba ancora messo il suo zampino! (e io tra di voi..)
Ciao serena notte o buona giornata
Annunziata
Di episodi allegri e felici ne ho avuto tanti, ma quattro sono stati e sono tuttora insuperabili:
RispondiEliminaMia Moglie
il mio primo Figlio
il mio secondo Figlio
e, ti sembrerà strano
i miei suoceri.
Comunque è sottinteso che anche i miei genitori e fratelli sono e sono stati importanti, ma l'affetto dei suoceri è indescrivibile (mia moglie ha anche una sorella).
Per quanto riguarda Antonio è insuperabile, è pieno di autoironia.
Da ragazzo mi era alquanto antipatico, sembrava un presuntuoso arrogante,(ho detto: sembrava), ma quando lo ho conosciuto ho visto in lui quella persona veramente sincera e genuina che è.
Ho letto molte sue poesie, in questo sito ce ne è una dedicata ai miei 50 anni, e uno dei pochi libri che rimpiango di aver prestato (è come sai bene: il libro più raro è quello che si presta, perchè non lo riavrai mai indietro) era un suo "libello" di poesie, ma mi ha promesso che appena farà una ristampa me ne darà una copia.
Devi sapere, che da giovane aveva un piccolo problemino e grazie al dolore che aveva (diceva quando andava al bagno: vado a prendere il maledetto treno per Yuma) scriveva delle poesie bellissime.
In particolare, quella della polentata (intitolata: lu complenne) e quella di un asinello innamorato.
Kikkio
Caro amico, è vero! Ho avuto la stessa sensazione:ANTIPATICO, presuntuoso, scostante ....
RispondiEliminaPenso ora che sia la persona migliore che abbia conosciuto.
Ho letto molto di lui e continuo e faccio il possibile per farlo conoscere.
Sai una cosa? Quando intuisce che sono un po' giù mi manda o inventa cose che mi fanno piangere dal ridere.
Sono contenta che tu abbia avuto tanti momenti felici e abbia persone particolarmente care. Quante? Esattamente 5 quante ne ho io: mio fratello, mia cognata, sua madre e una coppia di amici che considero fratelli. Nella vita ho proceduto a "sostituzioni" per sopravvivere. Mia madre non mi ama, adotto Maria, ecc.
Oggi niente disquisizioni, solo sorrisi. Buon fine settimana a te e famiglia ciao. Annunziata
A proposito di Antonio:
RispondiEliminadiceva una vecchia canzone "il leone si è addormentato", così è Antonio. Stai tranquilla che prima o poi si sveglierà dal suo finto sonno e darà la sua zampata. Lo vedo, seduto davanti al suo computer, con il suo sorriso sornione e vuole vedere fino a quanto tireremo avanti e, quando si accorgerà che c'è un po' di stanca tirerà fuori i suoi artigli.
Ma noi gli daremo la sveglia. Già aspetto la pubblicazione de' "lu compleanne" e dell'asino innamorato.
L'anno scorso, un collega di mia moglie (insegante) organizzò una polentata a casa sua e io lessi "lu compleanne", e devo dirti che si commossero tutti, allora per rallegrare la serata, partendo da un fatto di cronaca (due amanti scoperti a fare sesso dentro il confessionale) a dimostrazione che certe cose non accadono solo oggi, lessi la poesia di Trilussa "l'uccello in chiesa" e la misi a confronto con "la messa vespertina" del buon Antonio. Puoi immaginare l'allegria.
Antonio, dacci una nuova poesia che ci metta allegria.
Kikkio
Credo proprio tu abbia ragione: la zampata ci arriverà... Come scherzetto notturno gli ho inviato la locandina in tre lingue di "Quel treno per Yuma".
RispondiEliminaIn attesa di una sua poesia che ti mettesse allegria, ti avevo mandato la storia dei Ming, ora pubblicata, ma il commento non è pervenuto nonostante fosse stato salvato
Buona domenica
Ciao
Annunziata
P.S.
Mi sono accorta che c'è un errore in questo "canto" (l'avevo mandato, poi l'ho ritrovato senza leggerlo, ho impiegato 22 minuti per accedere al commento e mi sono accorta) acqua VIVA, non vita.
Aho', Anto' che te bevevi l'acquavite mentre che annavi a Yuma?
Per me questa poesia vuole farci capire che all’interno del nostro corpo c’è un’anima misteriosa. Un’anima che rappresenta un’altra personalità che vuole evadere ma non ci riesce perché teme di non essere accettata dal mondo esterno. Quando riuscirà ad avere quella libertà capace di far esternare qualsiasi cosa tu pensi, solo allora tutti saranno stupefatti di aver visto finalmente qualcosa di inimmaginabile. Io penso che la vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali, quindi balla, canta, sorridi e abbi la libertà di dire ciò che pensi prima che il sipario cali e l’opera finisca.
RispondiEliminaELEONORA AMORUSO 2AE 16 ANNI
Cara Nancy o Isadora, perché non fai conoscere tutto ciò che hai creato per noi per la gioia del nostro spirito? Te ne ricordo due. Perchè non le sistemi in modo che altri ne possano godere? Siamo sotto Natale e ci faceva piacere quando ci fornivi dei "regali per lo spirito".
RispondiEliminaCiao Don Enzo
A Te
Io Ti offro questo giorno
con tutto quello che potrà portare:
con lo splendore o la sofferenza.
Senza rifiutare quanto porterà il vento.
Prendi questo giorno
con la luce del cielo
e con le ombre della terra.
Tutto questo giorno è
Tuo.
Quando arriverà la notte
che questo giorno inonderà
resta accanto a me,
coprimi con i tessuti splendenti
della luce e dell’ombra
perché io dorma.
F. G. Lorca
E Ti vengo a cercare
E Ti vengo a cercare
anche solo per vederTi o parlare
perché ho bisogno della
Tua presenza
per capire meglio
la mia essenza.
Nasce da meccaniche divine
questo rapimento mistico e sensuale
che mi imprigiona a Te,
che mi spinge a cambiare l ’oggetto dei miei desideri
e a non accontentarmi di piccole gioie quotidiane:
fare come l’eremita che rinuncia a sé.
E Ti vengo a cercare
con la scusa di doverTi parlare
perché mi piace
ciò che senti e che dici
perché in Te vedo
le mie radici.
Questo mondo ormai quasi senza dignità
mi spinge ad essere migliore con più volontà,
a emanciparmi dall’incubo delle passioni
per essere un’immagine divina
di questa realtà.
E vengo a cercare
l’Uno al di sopra del bene e del Male.
E Ti vengo a cercare
perché sto bene con Te
perché ho bisogno della Tua presenza.
da “E Ti vengo a cercare “ di F. Battiato
Perchè tanto silenzio?
RispondiEliminaSono "bloccato",una sensazione strana,di impotenza forse di paura.
La stessa sensazione di quando pochi giorni prima del congedo militare mi assalì. Era proprio la paura di un nuovo periodo, era finita allora l'era spensierata della gioventù e mi preparavo ad essere uomo, dovevo superare:
"questo ermo colle e questa siepe" (Leopardi)e guardare il prossimo orizzonte. Allora dopo un attimo di smarrimento ce l'ho fatta a differenza di qualche commilitone (per fortuna pochi) che hanno scelto per vigliaccheria di farla finita (la maggior parte dei suicidi nella vita militare si verifica a pochi giorni dal congedo.
Ora il mio nuovo periodo è "la pensione", la paura di quello che potrà essere l'accavallarsi di giorni vuoti, di fare la fine di qualche conoscente invecchiato di colpo da quando è in pensione. Che fare?
Foerse il "cincinnato" (visto che mio suocero ha un pezzetto di terra)? il casalingo, fare la spesa e cucinare? qualche associazione di volontariato (sono esperto di logistiga e magazzinaggio)? Cose troppo scontate, non credo che mi soddisfino. Tornare all'Università, perche no? iscrivermi forse a qualche istituto professionale (agricoltura, alberghiero)questo pensiero mi stuzzica.
Comunque adesso mi prenderò un periodo sabatico e una volta tanto voglio farmi portare, almento per qualche mese dagli eventi e non forzrli come ho sempre fatto.
Kikkio
Caro don Enzo, altri tempi, non cerco nessuno se non me stessa ora, grazie. Mi sembra tanto lontano quel periodo. La mia ispiratrice non c'è più. Spero conservi il suo quadretto con foto. La saluto con stima: siamo in due mondi lontani. forse un giorno potranno riavvicinarsi....
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