Piove Primavera ed estate. L'acqua è semplice pioggia, le lacrime ancora non bruciano. Vorrei l'autunno Il pianto si fa più accorato, "l'acqua s'avventa". L'incubo della morte è il filo conduttore della poesia, da "l'estate muore" al "ma" del penultimo rigo. In realtà l'io più profondo del poeta anela ad una lunga primavera che, invece, dura "un battito di ciglia". Il "vorrei...un lungo autunno" rivela la necessaria accettazione dello squallore che questa stagione porta, in vista di un ineluttabile futuro inteso come annullamento totale.
Per il credente la fine non dovrebbe spaventare...
Mi chiedo quando si scriverà un inno all'inverno. Ci fa assaporare il calore, l'intimità, la complicità, la vicinanza. Quale senso di gioia supera quello che si prova tornando al proprio "rifugio"? Cosa, attraverso gli occhi, fornisce calore all'animo: una spiaggia assolata, affollata e rumorosa vista da uno scoglio, o il fioccare silenzioso della neve visto dalla piccola finesta di una baita?
La vita scorre attraverso tutte le stagioni. Quale la più bella?
Ogni stagione ha il suo fascino, la sua bellezza e regala sempre momenti di felicità. Basta saperli coglierli e apprezzarli. I colori della Primavera pieni di luce viva come i capelli corvini giovanili o la prima peluria. Emozioni, odori, sapori. Il primo fissarsi negli occhi e sentire quel "tuffo al cuore" e la sera sognare ad occhi aperti e sentire il profumo dell'amore aspettando il sapore del primo bacio. I colori violenti e caldi dell'estate come la pianificazione del prorio futuro: speranze, aspettative di un vita in coppia aspettando i germogli del proprio amore. I colori spenti, con poca luce, ma ravvivati dall'incanutire insieme, godendo di quei frutti tipici dell'autunno e ripensare alla propria vita sperando di poter stingere presto fra le braccia un nuovo nato che ci protende verso l'immortalità nel ricordo delle generazione future. I colori asettici dell'Inverno, freddi, atoni ma che dentro di noi si riaccendono e riscaldano le nostre stanche membra apettando che la sera ceda il posto alla notte, senza luce apparente, ma sereni certi che il nostro sonno sia stato la ricompensa delle stagioni precedenti vissute con amore e onestà di sentimenti. Allora ci si addormenterà con il sorriso slle labbra e nel cuore, certi di non aver buttato via nulla delle nostre stagioni. Quale è stata la più bella? TUTTE perchè di ognuna abbiamo saputo apprezzzare i momenti. Kikkio
Commento a "Piove" In questa poesia la pioggia è una metafora per dirci che i nostri ricordi, tutte le nostre esperienze e le nostre sensazioni passate si allontanano dalla nostra testa, ma non dal nostro cuore, che ricorda nonostante il passare del tempo.
Noi del blog siamo lieti di averti con noi e di leggere il tuo viaggio con l'arte, mentre ti offriamo con umiltà la lettura del nostro "Viaggio" . Grazie per quello che ci racconterai in testi, poesie, immagini, racconti e quant'altro hai scritto o raccolto. Puoi restare anonimo oppure parlarci di te. I tuoi elaborati viaggeranno firmati con il nome da te scelto. Cliccando sulla voce profilo potrai accedere ai vari blog collegati : "L'ISOLADELLE MARGHERITE" - " L'ARCA NEL CUORE" - " La SULMONA di a.d.b.c.''- " Panfilo Del Beato" -" Profili" Per visualizzare i commenti basta cliccare sulla scritta relativa alla data e appariranno tutti i commenti pervenuti ed uno spazio per inserire il vostro che sarà sempre gradito.
Il mio viaggio è l'arte
Il mio viaggio con l'arte inizia con il primo vagito. Sono nato in casa di un poliedrico artista quale era mio padre Panfilo. Pittore realista e ritrattista, poeta, scrittore di simpatiche farse dialettali, autore di belle canzoni sia in dialetto che in italiano, fine intrattenitore, che in gioventù aveva calcato i palcoscenici di molti teatri italiani con uno spettacolo tutto suo presentandosi con il nome di "Sid". Le mie sere di bambino erano allietate dalle simpatiche riunioni paterne con i suoi amici amanti del canto e della poesia . Una chitarra, un mandolino, a volte un violino o una fisarmonica, un piatto di spaghetti , vino quanto basta a rimanere sobri e canzoni, ricordi, risate. Non c'era la televisione e queste erano le serate. Non sono come dice Orazio " Difficilis, querulus, laudator temporis acti. (Orazio, Ars,173)" Sono colui che dice che ogni stagione vuole il suo abito. Il tempo è edace e cambia, e stolto sarebbe rimanere ancorato al passato, ma, permettetemi, è ancora più stolto volerlo cancellare perché esso fa parte della nostra storia ed è l'artefice del nostro divenire. Il tempo passa e d'acqua sotto i ponti tanta ne è passata, dalle mie prime poesie, super infantili, dedicate ai miei genitori in occasione dei loro compleanni, dettate sia dall'affetto che dalla speranza di una lauta ricompensa che non mancava mai, al passaggio alle più complesse poesie dettate dal cuore nella malinconia collegiale di una sofferta lontananza dai propri affetti, sia familiari che non. Poi l'incontro con la poesia dialettale, e quindi con il teatro e la musica, ed anche la pittura. Rubando il tempo ai mille impegni del quotidiano . I primi riconoscimenti, le prime piccole soddisfazioni, lo stimolo al fare meglio, la disperazione costante nel pensiero di non riuscirci. Questo son Io. Il resto in quello che segue. Questo è lo scopo de "Il mio viaggio e l'arte" Viaggio che vorrei proseguire conoscendo altri artisti, qualunque sia il loro campo. La mia e.mail : dbc.a@libero.it dove potrete mandare eventuali foto dei vostri lavori che saranno puntualmente pubblicati, eccezion fatta per cose non plausibili contrarie all'etica ed alla morale. Vi aspetto .
Piove
RispondiEliminaPrimavera ed estate. L'acqua è semplice pioggia, le lacrime ancora non bruciano.
Vorrei l'autunno
Il pianto si fa più accorato, "l'acqua s'avventa".
L'incubo della morte è il filo conduttore della poesia, da "l'estate muore" al "ma" del penultimo rigo.
In realtà l'io più profondo del poeta anela ad una lunga primavera che, invece, dura "un battito di ciglia".
Il "vorrei...un lungo autunno" rivela la necessaria accettazione dello squallore che questa stagione porta, in vista di un ineluttabile futuro inteso come annullamento totale.
Per il credente la fine non dovrebbe spaventare...
Mi chiedo quando si scriverà un inno all'inverno.
Ci fa assaporare il calore, l'intimità, la complicità, la vicinanza.
Quale senso di gioia supera quello che si prova tornando al proprio "rifugio"?
Cosa, attraverso gli occhi, fornisce calore all'animo: una spiaggia assolata, affollata e rumorosa vista da uno scoglio, o il fioccare silenzioso della neve visto dalla piccola finesta di una baita?
La vita scorre attraverso tutte le stagioni.
Quale la più bella?
A ciascuno di noi la risposta.
Ogni stagione ha il suo fascino, la sua bellezza e regala sempre momenti di felicità. Basta saperli coglierli e apprezzarli.
RispondiEliminaI colori della Primavera pieni di luce viva come i capelli corvini giovanili o la prima peluria. Emozioni, odori, sapori. Il primo fissarsi negli occhi e sentire quel "tuffo al cuore" e la sera sognare ad occhi aperti e sentire il profumo dell'amore aspettando il sapore del primo bacio.
I colori violenti e caldi dell'estate come la pianificazione del prorio futuro: speranze, aspettative di un vita in coppia aspettando i germogli del proprio amore.
I colori spenti, con poca luce, ma ravvivati dall'incanutire insieme, godendo di quei frutti tipici dell'autunno e ripensare alla propria vita sperando di poter stingere presto fra le braccia un nuovo nato che ci protende verso l'immortalità nel ricordo delle generazione future.
I colori asettici dell'Inverno, freddi, atoni ma che dentro di noi si riaccendono e riscaldano le nostre stanche membra apettando che la sera ceda il posto alla notte, senza luce apparente, ma sereni certi che il nostro sonno sia stato la ricompensa delle stagioni precedenti vissute con amore e onestà di sentimenti.
Allora ci si addormenterà con il sorriso slle labbra e nel cuore, certi di non aver buttato via nulla delle nostre stagioni.
Quale è stata la più bella?
TUTTE perchè di ognuna abbiamo saputo apprezzzare i momenti.
Kikkio
Commento a "Piove"
RispondiEliminaIn questa poesia la pioggia è una metafora per dirci che i nostri ricordi, tutte le nostre esperienze e le nostre sensazioni passate si allontanano dalla nostra testa, ma non dal nostro cuore, che ricorda nonostante il passare del tempo.
Mesto Giuseppe - Studente di 15 anni