lunedì 14 luglio 2008

Libbertà

Libbertà

E dimme che sci fatte, core-core,
che t'hanne misse 'ncroce a 'sta caiole ?
Lu tiempe fore passe e tutte vole,
tu suole riste e nen ce stanne vole.
E prighe, e piagne, e parle: suole-suole.

Ma chi te sente dice: " Coma cante !"
Ma nen le sanne ch'e' tutte nu piante ?...
E quande 'su beccuccie disperate
lu vo' tajià, 'su fierre ch'e' filate,
te 'uardene ridenne... che dulore...
Lu tiempe intante vole e passe fore,
e riste sempre suole, core-core.
..... ..... .....

Nu piillucce di penne culurate,
nu curicille che sbatte disperate,
'na mana stesa 'nciele e spalancate,
nu sfrusce d'ale... " Gesu' che ciurriate ".
-" Nenne'!... Sìntele... Sìntele ‘stu cante,
ca fin'a mo' tu sci sentite i piante".

adbc

Come di prassi la traduzione letterale:
Libertà

Su dimmi cosa hai fatto, cuoricino
per cui ti hanno messo in croce in questa gabbia.
Il tempo fuori passa e tutto vola/
tu solo resti e non ci sono voli.
E preghi, e piangi, e parli : solo solo.
Ma chi ti ascolta dice : "Come canta!"
ma non lo sanno ch'è tutto un pianto ?
e quando questo beccuccio disperato
lo vuole tagliare questo ferro ch'è filato
ti guardano ridendo...che dolore...
Il tempo intanto vola e passa fuori
e resti sempre solo: cuoricino.
... ... ...
Un pugnetto di penne colorate,
un cuoricino che sbatte disperato,
una mano tesa al cielo e spalancata
un fruscio d'ali... " Gesù che cinguettata".
Piccola, ascoltalo... ascoltalo questo canto
perchè fin'ora tu hai ascoltato i pianti.

1 commento:

  1. Viene ripresa l’immagine dell’esserino in gabbia della poesia “L’uccellino”, ma qui non ci sono rondini, né primavera, né bucato variopinto e l’uccellino non “saltella”. C’é solo disperazione.

    Chi vedo in lui? Tutti noi.

    La lettura suscita riflessione ed evoca in me moltissime immagini estemporanee.
    Lo schiavo negro in catene che canta anche se disperato, il perseguitato, il deportato, rinchiuso e torturato nei campi di concentramento, che pure sorride alla macchina da presa; l’anziano rinchiuso in casa di riposo, dimenticato anche da coloro che gli devono la vita, che pure scherza; il bambino carente di amore nella sua stessa famiglia che pure ride; gli animali dello zoo, gli animali del circo, la cui natura viene continuamente violentata, che pure giocano.

    Allora sono felici!

    Tutti esseri che gridano il loro muto dolore.

    Esempi banali, in cui la gabbia scaturisce da una sopraffazione.
    C’è anche, purtroppo, la situazione di chi, pur non avendo la gabbia, se la crea: una gabbia immaginaria da cui tenta invano di uscire, come una barca che anela al mare e nello stesso tempo lo teme.

    Si confonde la sofferenza della depressione con una scelta di vita.

    Tutti chiediamo aiuto. Quanti lo ricevono?

    Tutti vogliamo la libertà. Quanti l’acquisiscono?

    La libertà è un diritto troppo spesso non tutelato: troppi gli interessi in gioco, troppi i compromessi anche con noi stessi.

    (NON SO MOTIVO DI CARATTERI ILLEGIBILI)

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